Questa gita ce l'hanno fatta conoscere gli amici della sezione milanese della Giovane Montagna. Si tratta dell’itinerario più facile per compiere l’ascensione di questa montagna che è considerata il simbolo del comprensorio dall’alpe Devero.
Ci si può anche sbagliare nella vita: si pensa una cosa e si finisce per farne un'altra. E l'imprevisto diventa la possibilità per conoscere. Anche nelle Prealpi Lombarde.
Ci sono eventi accaduti tanto tempo fa che segnano la vita di ognuno di noi: non ce ne rendiamo conto, ma un giorno, senza alcun apparente motivo, riaffiora il ricordo di quell'esperienza rispondendo ai tanti "perchè"
Una piacevole gita di un giorno che con un anello attraversa due volte la frontiera e passa per un valloncello sospeso, del tutto selvaggio, senza sentiero, paradiso di camosci, di capre selvatiche e di piante medicinali, che non sto qui a dirvi il nome perché sono segreti che vanno conservati gelosamente.
L'escursione è molto piacevole, e permette di camminare in una parte della valle dagli spazi aperti e dai panorami affascinanti e sempre diversi. Il tramonto sul lago, con la luce che progressivamente si ritira oltre il colle lasciando solo il sibilo del vento sul pelo dell'acqua in un buio antico, è ancora oggi per me uno di quei momenti in cui, per un istante, viene a farmi compagnia l'inquietudine dell'ignoto.
"Ma è proprio là in cima che dobbiamo andare? E' tutto uno sfasciume quella vetta!" Questo è il commento che probabilmente sentirete dai vostri compagni d'escursione….. come dar loro torto?
Per una volta, vogliamoci bene... E' inverno, la neve tanta, la luce poca e le gambe molli. Ecco dunque un'escursione soft, dal carattere conviviale,
per trovarsi davanti a un fuoco a parlare dei progetti futuri.
Il punto di partenza è il borghetto di Eita, in fondo alla val Grosina orientale, luogo che già di per sé merita un sguardo di ammirazione, per quel campanile isolato che sbuca direttamente come un fungo dal prato.